Dopo settimane di proteste e richieste da parte del settore primario, arriva una svolta: il Governo estende il credito d’imposta sul gasolio agricolo anche alle aziende agricole.
Una decisione che segna un cambio di rotta importante, ma che – nei fatti – rappresenta ancora una risposta parziale al problema del caro carburanti.
Dal dietrofront del Governo al nuovo decreto carburanti
Inizialmente escluse dalle misure più incisive contro l’aumento dei prezzi energetici, le imprese agricole erano rimaste fuori dal credito d’imposta previsto per altri settori come pesca e autotrasporto.
Con il nuovo decreto carburanti (DL 3 aprile 2026, n. 42), il Governo ha corretto il tiro, includendo finalmente anche l’agricoltura tra i beneficiari.
Una scelta arrivata dopo forti pressioni da parte delle organizzazioni di categoria, in un momento particolarmente delicato per il settore.
Quanto vale il credito d’imposta sul gasolio agricolo
La misura prevede:
💰 Credito d’imposta fino al 20%
⛽ Calcolato sulle spese per gasolio e benzina
📅 Valido solo per i consumi di marzo 2026
🧾 Importo calcolato al netto dell’IVA
📆 Utilizzabile in compensazione entro il 31 dicembre 2026
La dotazione complessiva è pari a 30 milioni di euro, e le modalità operative saranno definite da un decreto del Ministero dell’Agricoltura.
Perché il gasolio pesa così tanto sui costi agricoli
Il caro carburanti resta uno dei principali problemi per le aziende agricole.
Negli ultimi mesi, il prezzo del gasolio è aumentato in modo significativo:
da circa 0,85–0,90 €/litro
fino a 1,40–1,50 €/litro
In alcuni comparti, il carburante può incidere fino al 15-20% dei costi di produzione, influenzando direttamente la redditività delle imprese.
Una misura utile, ma limitata nel tempo
Se da un lato il credito d’imposta rappresenta un aiuto concreto, dall’altro presenta alcuni limiti evidenti:
- ⏱️ Valido solo per un mese (marzo 2026)
- 📉 Risorse limitate rispetto all’impatto reale dei rincari
- ❌ Nessuna estensione, al momento, ai mesi successivi
Ed è proprio questo il punto più critico.
Le reazioni del settore agricolo
Le principali organizzazioni di categoria accolgono positivamente la misura, ma chiedono interventi più strutturali.
Le associazioni agricole sottolineano la necessità di estendere il credito anche ai mesi primaverili (aprile e maggio), quando i consumi aumentano.
Il comparto agromeccanico evidenzia l’importanza del provvedimento per garantire continuità operativa.
Il mondo cooperativo parla di un intervento utile, ma temporaneo, che non risolve il problema alla radice.
Il messaggio è chiaro: bene il segnale, ma serve una strategia di lungo periodo.
Cosa devono fare ora le aziende agricole
In attesa del decreto attuativo, le imprese devono:
- conservare tutta la documentazione relativa agli acquisti di carburante di marzo 2026
- prepararsi a utilizzare il credito in compensazione fiscale
- monitorare le istruzioni operative che verranno pubblicate dal Ministero
- Agire tempestivamente sarà fondamentale per non perdere il beneficio.
Conclusione: primo passo, ma non basta
L’estensione del credito d’imposta al gasolio agricolo rappresenta senza dubbio un passo nella giusta direzione.
Tuttavia, con costi energetici ancora elevati e una misura limitata nel tempo, il rischio è che si tratti solo di un intervento tampone.
Per garantire stabilità e competitività al settore agricolo, serviranno politiche più ampie, continuative e strutturate.