La riforma dello sport italiano ha reso obbligatorio un sistema strutturato di prevenzione e contrasto ad abusi, violenze e discriminazioni all’interno delle Associazioni Sportive Dilettantistiche. Al centro di questo impianto normativo c’è la figura del Responsabile Safeguarding (formalmente “Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni”), un presidio concreto di tutela per tutti i tesserati, con particolare attenzione ai minori e agli atleti vulnerabili.
Nel 2026 l’obbligo è pienamente operativo. La scadenza del 31 dicembre 2024 ha segnato il termine ultimo per la nomina: oggi tutte le ASD affiliate a Federazioni, Discipline Associate o Enti di Promozione Sportiva devono avere formalmente istituito questa figura. Una nomina solo “sulla carta”, tuttavia, non basta. Il vero valore sta nel renderla operativa, autonoma e realmente efficace.
Il quadro normativo di riferimento
L’obbligo nasce dall’interazione di più fonti:
Art. 16 D.Lgs. 39/2021 — impone alle Federazioni e agli organismi sportivi di dotarsi di modelli organizzativi e codici di condotta per contrastare la violenza di genere e tutelare l’integrità degli atleti.
Art. 33, comma 6, D.Lgs. 36/2021 — prevede la designazione di un responsabile della protezione dei minori (in attesa del decreto attuativo del DPCM, ancora non emanato).
Delibera della Giunta Nazionale CONI n. 255 del 25 luglio 2023 (integrata dalla proroga con delibera presidenziale n. 159/89 del 28 giugno 2024) — ha reso obbligatoria per tutte le ASD/SSD affiliate la nomina del Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni entro il 31 dicembre 2024, collegandolo espressamente alla tutela dei minori e all’adozione del Modello Organizzativo (MOG/MOCAS) e del Codice di Condotta.
Il CONI ha colmato il vuoto normativo con linee guida chiare: la figura deve garantire indipendenza, terzietà e autonomia e deve operare all’interno di un sistema di prevenzione strutturato.
Come procedere alla nomina: la procedura consigliata
La nomina deve essere deliberata dall’organo amministrativo (di norma il Consiglio Direttivo) e risultare da un verbale dedicato.
È buona prassi che il verbale contenga almeno:
- Generalità complete del soggetto nominato
- Durata dell’incarico (solitamente 4 anni, per analogia con la carica federale, o come stabilito dal MOG)
- Funzioni e poteri attribuiti
- Garanzie di autonomia operativa e canali di segnalazione
- Dichiarazione di assenza di conflitti di interesse
- Modalità di comunicazione interna ed esterna
Passaggi operativi consigliati:
- Verifica delle linee guida del tuo ente di affiliazione: Ogni Federazione o EPS può avere declinazioni specifiche (procedure di comunicazione, requisiti aggiuntivi, modulistica). È il primo documento da consultare.
- Individuazione del candidato: Il Responsabile può essere interno o esterno all’ASD. È fondamentale garantire competenza, indipendenza e assenza di conflitti di interesse. Si sconsiglia vivamente di nominare il Presidente, un tecnico/allenatore con ruoli operativi o soggetti legati da parentela stretta con i vertici.
- Delibera del Consiglio Direttivo: Formalizzazione chiara e motivata, con richiamo esplicito alla Delibera CONI 255/2023 e al Modello Organizzativo adottato.
- Accettazione formale: Il nominato deve sottoscrivere una dichiarazione di accettazione, riservatezza, assenza di conflitti di interesse e impegno al rispetto delle procedure.
- Pubblicazione e comunicazione: La nomina va resa nota a tutti i tesserati (sito web, area riservata, email alle famiglie) e comunicata all’ente di affiliazione secondo le modalità previste.
- Inserimento nel Modello Organizzativo: Il Responsabile Safeguarding deve essere espressamente disciplinato all’interno del MOG e del Codice di Condotta.
Chi nominare: requisiti e cautele (sezione fondamentale)
Non esistono requisiti formali rigidi a livello nazionale, ma le best practice e le linee guida federali indicano chiaramente il profilo ideale:
- Indipendenza e terzietà — deve poter agire senza condizionamenti.
- Competenza e sensibilità — preferibilmente con background giuridico, psico-pedagogico o esperienza nel terzo settore.
- Reputazione impeccabile — spesso si richiede il certificato del casellario giudiziale.
- Disponibilità e autorevolezza — deve ispirare fiducia ad atleti, famiglie e tecnici.
Attenzione: recenti pronunce della giustizia sportiva (es. FIGC 2025-2026) hanno sanzionato Presidenti che hanno nominato soggetti “impreparati o inadatti”, configurando responsabilità per culpa in eligendo e culpa in vigilando. La scelta del nominativo non è un adempimento burocratico: è una scelta di governance che può avere conseguenze dirette sui vertici dell’associazione.
Ruolo e funzioni operative del Responsabile Safeguarding
Il Responsabile non è una figura simbolica. È il punto di riferimento operativo per la prevenzione e la gestione delle criticità. Le sue principali responsabilità includono:
- Ricevere e gestire le segnalazioni di presunti abusi, molestie, violenze, discriminazioni o violazioni del Codice di Condotta.
- Garantire riservatezza e protezione del segnalante (whistleblower).
- Effettuare una valutazione preliminare e attivare le procedure interne previste dal Modello.
- Interfacciarsi con il Consiglio Direttivo e con il Safeguarding Officer dell’ente di affiliazione.
- Proporre misure preventive, formative e correttive.
- Monitorare l’applicazione concreta del MOG e del Codice di Condotta.
- Promuovere la cultura della tutela all’interno dell’associazione.
- Partecipare a percorsi di formazione specifici (fortemente consigliati e in alcuni casi richiesti dalle Federazioni).
La figura deve disporre di autonomia effettiva, canali di comunicazione sicuri (email dedicata, modulo riservato) e piena accessibilità da parte di atleti, tecnici, dirigenti e famiglie.
Perché è importante fare le cose per bene
Una nomina solo formale o priva di reale operatività espone l’ASD a rischi concreti:
- Contestazioni interne e procedimenti disciplinari federali
- Difficoltà (o impossibilità) in sede di affiliazione/riaffiliazione
- Sanzioni sportive, fino alla revoca dell’affiliazione
- Responsabilità personali dei dirigenti per omessa vigilanza
Al contrario, un Responsabile Safeguarding correttamente istituito e supportato rafforza la cultura della tutela, migliora la reputazione dell’associazione e rappresenta un presidio concreto di legalità e di etica sportiva.
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- Redazione e aggiornamento del Modello Organizzativo e del Codice di Condotta
- Individuazione e formazione del Responsabile Safeguarding
- Assistenza nella gestione delle segnalazioni
- Audit periodici di conformità e verifica dell’effettiva operatività
Se la tua ASD deve ancora formalizzare la nomina, desidera verificare che la figura sia realmente operativa o vuole allinearsi alle migliori prassi, contattaci. Il nostro team è a disposizione per un confronto personalizzato e per accompagnarti verso una governance sportiva responsabile e consapevole.
La tutela degli atleti, soprattutto dei più giovani, non è solo un obbligo di legge: è il valore fondante di uno sport sano, sicuro e inclusivo.