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Decreto Incentivi 5.0: nel 2026 il cloud entra nell’iperammortamento

Il nuovo Decreto Incentivi 5.0 è in fase avanzata e introduce una novità rilevante per le imprese: l’estensione dell’iperammortamento anche ai servizi cloud e software a canone.

Una modifica che segna un cambio di paradigma nella politica industriale italiana, sempre più orientata verso modelli digitali flessibili, scalabili e basati su servizi.

Il nuovo incentivo 5.0: cosa prevede

Il decreto, inserito nella Legge di Bilancio 2026, sostituisce di fatto il piano Transizione 5.0, introducendo una maggiorazione delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing per investimenti in beni digitali e interconnessi.

Le aliquote previste sono:

  • 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • 100% tra 2,5 e 10 milioni di euro
  • 50% tra 10 e 20 milioni di euro

Gli investimenti agevolabili sono quelli effettuati nel periodo:

  • dal 1° gennaio 2026
  • al 30 settembre 2028

Superato il vincolo Made in UE

L’iter del decreto ha subito rallentamenti a causa del vincolo sulla provenienza geografica dei beni (Made in UE), successivamente eliminato dal Decreto Fiscale 2026.

La rimozione di questo limite ha sbloccato il percorso normativo, permettendo di concentrarsi sulle regole operative e sull’effettiva applicabilità della misura.

Cloud e servizi digitali: la vera novità

La principale innovazione riguarda l’estensione dell’agevolazione ai servizi digitali in modalità as-a-service.

Oltre ai software acquistati con licenza tradizionale, diventano potenzialmente agevolabili anche:

  • piattaforme cloud
  • software in abbonamento
  • servizi digitali a canone periodico

Si tratta di un aggiornamento fondamentale, perché riflette l’evoluzione reale delle imprese, sempre più orientate verso:

  • infrastrutture ibride
  • servizi digitali continuativi
  • modelli operativi flessibili

Se confermata, questa apertura renderebbe il piano molto più coerente con le strategie di trasformazione digitale attuali.

Nuove regole operative: ordini, soglie e perizia

Dalla bozza del decreto emergono importanti indicazioni operative:

  • possibilità di includere investimenti ordinati prima del 2026, se completati successivamente
  • calcolo delle soglie (2,5, 10 e 20 milioni) su base annuale
  • maggiore flessibilità nella gestione degli investimenti per singoli beni o step

Perizia obbligatoria

È prevista una perizia tecnica asseverata obbligatoria per tutti gli investimenti, senza eccezioni.

Questo rappresenta un cambio significativo rispetto al passato, con:

  • maggiore controllo
  • necessità di documentazione tecnica dettagliata
  • obbligo di pianificazione più rigorosa

Procedura GSE e tempistiche

L’accesso all’incentivo dovrebbe avvenire tramite la piattaforma del GSE, con una procedura articolata in più fasi:

  • comunicazione di avvio
  • conferma dell’investimento
  • chiusura

Non si esclude una comunicazione aggiuntiva per il monitoraggio annuale.

Per quanto riguarda le tempistiche, si ipotizza un avvio a partire da maggio 2026, ma restano alcuni passaggi fondamentali:

  • firma interministeriale
  • controllo della Corte dei Conti
  • pubblicazione delle istruzioni operative

Il decreto è quindi vicino all’entrata in vigore, ma non ancora operativo.

Il rapporto con Transizione 5.0

Il nuovo incentivo si inserisce in un contesto ancora in evoluzione, legato al precedente piano Transizione 5.0.

Restano aperti diversi aspetti:

  • fondi parzialmente ripristinati per il 2025
  • crediti ridotti per le prenotazioni sospese
  • pratiche ancora in fase di definizione

Il Governo si trova quindi a gestire una fase di transizione tra vecchio e nuovo sistema di incentivi.

Chi può accedere

La misura è rivolta principalmente ai soggetti titolari di reddito d’impresa.

Al momento restano esclusi:

  • professionisti
  • lavoratori autonomi

Una limitazione che continua a generare richieste di ampliamento, ma che non è stata ancora superata nelle versioni attuali del decreto.

Perché il cloud cambia tutto

L’ingresso dei servizi cloud nell’iperammortamento rappresenta uno dei passaggi più rilevanti del nuovo Decreto 5.0.

Segna infatti un cambio di approccio:

  • da investimenti in hardware
  • a modelli basati su servizi digitali

Questo allinea finalmente gli incentivi alle reali esigenze delle imprese, sempre più orientate verso:

  • digitalizzazione avanzata
  • soluzioni scalabili
  • infrastrutture distribuite

Conclusioni

Il nuovo Decreto Incentivi 5.0 introduce elementi innovativi che possono trasformare profondamente il sistema delle agevolazioni per la digitalizzazione.

L’apertura al cloud e ai servizi a canone rappresenta un passo decisivo verso un modello più moderno e aderente alla realtà aziendale.

Resta ora da verificare quali disposizioni verranno confermate nel testo definitivo e con quali modalità operative.

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