Perché serve davvero (e non è un optional)
Comprare un bene 4.0 non basta. Per accedere alla maggiorazione fiscale (fino al +180 %) serve dimostrare, in modo tecnico, ordinato e documentabile, che l’investimento rispetta i requisiti normativi e che l’interconnessione è effettiva.
Con il nuovo impianto dell’Iperammortamento 2026-2028 (investimenti dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028) la perizia tecnica asseverata assume un peso ancora maggiore: è obbligatoria per tutti gli investimenti, anche quelli inferiori a 300.000 euro. Non esiste più la possibilità di autodichiarazione. Serve inoltre la certificazione contabile di un revisore legale dei conti.
Una perizia ben costruita non è un semplice allegato: è parte integrante della procedura. È il documento tecnico che collega investimento, requisiti di legge, interconnessione e documentazione aziendale, riducendo il rischio in caso di controlli o richieste di chiarimento da GSE o Agenzia delle Entrate.
Cosa verifica la perizia
Classificazione corretta del bene e appartenenza all’Allegato IV (beni materiali) o all’Allegato V (beni immateriali)
Presenza dei requisiti tecnici specifici richiesti per beni materiali e immateriali
Interconnessione effettiva al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura
Coerenza completa tra ordine, fattura, scheda tecnica, manuale, dichiarazioni e documentazione IT
Perizia tecnica + revisore legale: un unico coordinamento documentale
Oltre alla perizia tecnica asseverata, la pratica richiede la relazione/certificazione di un revisore legale dei conti per la parte contabile.
Collaboriamo con un revisore legale interno al nostro network di studio.
Grazie a un’integrazione documentale rapida tra perizia tecnica e verifica contabile, forniamo entrambi i supporti con tempi veloci e condizioni economiche competitive.
Un solo interlocutore, documentazione allineata, rischio ridotto.