Con il Decreto Fiscale n. 38/2026, in vigore dal 28 marzo 2026, il Governo introduce una modifica rilevante per le imprese che investono in beni 4.0.
Viene infatti eliminato il vincolo che limitava l’iperammortamento ai beni prodotti nell’Unione Europea o nello Spazio Economico Europeo (SEE).
Da ora è possibile acquistare macchinari, software e tecnologie 4.0 da qualsiasi Paese del mondo senza perdere il beneficio fiscale.
Iperammortamento 2026: cosa cambia davvero
La principale novità riguarda l’origine dei beni agevolabili.
Non è più richiesto che i beni siano prodotti in UE o SEE. Questo significa che le imprese possono acquistare liberamente da mercati internazionali come:
- Stati Uniti
- Cina
- Corea
- Taiwan
- Giappone
Il beneficio fiscale resta pienamente applicabile anche in questi casi, a condizione che siano rispettati i requisiti tecnici previsti dalla normativa Industria 4.0.
Aliquote iperammortamento 2026
Restano invariati i livelli di maggiorazione del costo fiscale:
- +180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro
- +100% per investimenti da 2,5 a 10 milioni di euro
- +50% per investimenti da 10 a 20 milioni di euro
Queste aliquote consentono di aumentare significativamente la base di ammortamento fiscale, riducendo il carico fiscale complessivo.
Esempio pratico
Un investimento in un macchinario 4.0 da 2 milioni di euro consente di ottenere:
- costo fiscale maggiorato: 5,6 milioni di euro
- ammortamento calcolato su 5,6 milioni invece che su 2 milioni
Il beneficio si traduce in una riduzione importante delle imposte nel tempo.
Unica eccezione: impianti fotovoltaici
Rimane un vincolo specifico per gli impianti fotovoltaici destinati all’autoconsumo.
In questo caso:
- moduli e celle devono essere prodotti in UE o SEE
- devono rispettare i requisiti di efficienza previsti dal Registro ENEA
Per tutte le altre tipologie di investimento non esistono più limiti geografici.
Perché questa modifica è strategica per le imprese
L’eliminazione del vincolo Made in UE introduce vantaggi concreti:
- maggiore libertà nella scelta dei fornitori
- possibilità di accedere a prezzi più competitivi
- riduzione dei tempi di approvvigionamento
- maggiore flessibilità nella pianificazione degli investimenti
Le imprese possono quindi ottimizzare i propri acquisti senza il rischio di perdere l’agevolazione per motivi legati alla provenienza del bene.
Decorrenza e operatività della misura
La norma è già operativa dal 1° gennaio 2026.
È atteso un decreto attuativo del MIMIT che definirà:
- le modalità operative
- l’eventuale piattaforma di gestione
- le procedure di accesso
Requisiti tecnici da rispettare
Per accedere all’iperammortamento, restano fondamentali i requisiti Industria 4.0.
In particolare:
- interconnessione del bene al sistema aziendale
- integrazione con i processi produttivi
Dal punto di vista documentale:
- per investimenti superiori a 300.000 euro è richiesta una perizia tecnica
- per importi inferiori è possibile l’autocertificazione
Consiglio operativo
Prima di procedere all’acquisto del bene, è fondamentale verificare con un tecnico qualificato che il macchinario rispetti tutti i requisiti richiesti dalla normativa.
Un errore in questa fase può compromettere l’accesso all’agevolazione.
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